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lunedì 29 agosto 2016

Carlo III: vere celebrazioni e pretestuose polemiche fra antiche glorie e riconoscimenti dinastici desiderati

L'Infante Carlo di Borbone (1716-1788) che sarebbe divenuto Re Carlo III
Riceviamo dal nostro amico Giovanni Grimaldi un  interessante articolo originariamente postato sul sito di-roma.com (cliccando sul link potete leggere l'articolo originario) sulle manifestazioni organizzate in Spagna in occasione dell'importante ricorrenza del III centenario della nascita del Re Carlo di Borbone



il logo creato dall'Istituto per il III centenario di Carlo


Trecentesimo anniversario della nascita di Re Carlo III di Borbone restauratore del Regno di Napoli nel 1700, Re di Sicilia e Re di Spagna. Grande sorpresa per l'evento: gli organizzatori delle celebrazioni spagnole hanno invitato il duca di Castro, Carlo di Borbone, come Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie. Forte sbalordimento in molti ambienti vista la contesa con Don Pedro di Borbone Due Sicilie Duca di Calabria riguardante la guida del Casato e dell'Ordine dinastico, il Costantiniano di San Giorgio. Al centro delle polemiche resta anche il punto oscuro sulle scelte di successione dinastica volute da "non regnante" dallo stesso Carlo.





La Spagna quest'anno celebra il trecentesimo anniversario della nascita di re Carlo III di Borbone. Gli organizzatori di queste celebrazioni hanno stilato una fitta e interessante agenda di avvenimenti, mostre e incontri. Fra le esposizioni degne di nota la stampa spagnola sta riportando in questi giorni una notizia molto particolare e davvero interessante.
Verrà esposto per la prima volta anche il manto cerimoniale di Re Carlo III, in bella vista alla mostra "Virtuti et Merito, la Real y Distinguida Orden Española de Carlos III" allestita nella Casa de la Moneda di Madrid, dal 20 settembre al 13 novembre 2016.
Assoluto colpo di scena la presenza, voluta dagli organizzatori come Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie, di Carlo di Borbone, Duca di Castro (nella foto a destra con la consorte Camilla Crociani), quindi invitato come erede storico del Regno che appartenne a Carlo III, suo avo, dal 1734 al 1759, prima di divenire Re si Spagna.


Non sono mancate purtroppo le polemiche, visto che invece non parteciperà alle celebrazioni Don Pedro di Borbone (nella foto sotto a sinistra con la consorte, Sofia Landaluce y Melgarejo), il parente spagnolo del Duca di Castro che continua ancora oggi la lunga e tormentata disputa dinastica per contendergli le dignità e i diritti dinastici.

«In realtà esprimiamo una grande soddisfazione nel leggere come la stampa spagnola stia finalmente riconoscendo le nostre tesi e stia dando a S.A.R. il Duca di Castro il risalto e il riconoscimento che gli spettano - esordisce così Giovanni Grimaldi (nella foto a destra), l'autore del celebre studio dinastico edito da Andrea Borella sull'Annuario della Nobiltà Italiana nel 2014 -Non sembra forse a prima vista, ma si tratta di una svolta dell'opinione pubblica spagnola e soprattutto degli organizzatori delle celebrazioni».
Di quale svolta si tratta?
Giovanni Grimaldi
Grimaldi precisa: «La stampa spagnola, appoggiando ora le mie tesi, scrive che questa disputa è nata in Spagna ormai quasi settant'anni fa, quasi sicuramente per favorire il conte di Barcellona e che in realtà la linea attualmente rappresentata da Don Pedro di Borbone apparteneva alla Real Casa di Spagna, perché secondo le leggi dinastiche duosiciliane, il suo bisnonno Carlo, detto Carlo Tancredi, uscì irrevocabilmente dalla sua Real Casa, per sposare l'erede al trono spagnolo, come gli venne imposto dalla Spagna stessa. Inoltre, proprio per tale scelta, non ebbe l'assenso dinastico formale di suo padre al matrimonio e al persistere della sua discendenza nella Real Casa duosiciliana. Così come mancó per il figlio Alfonso Maria. Quando con la nuova legge del 1947 il dittatore Franco rifondò la monarchia spagnola, non rimise sul trono il legittimo erede, Carlos conte di Barcellona, ma pretese di essere lui reggente a vita e, peggio ancora, di scegliere a sua discrezione e capriccio, fra i vari Borbone, il suo successore quale nuovo re. In questo modo tenne in scacco i Borbone e scatenò la competizione fra i vari principi del Casato. Fu quindi in quegli anni che il conte di Barcellona, padre di Juan Carlos, dovette accordarsi con il cugino e cognato Alfonso Maria, figlio dell'appena defunto Carlo Tancredi, per allontanarlo dai possibili candidati di Franco per la successione al trono spagnolo e spingerlo invece a pretendere il trono delle Due Sicilie, la dignità di Capo di quella Real Casa e dei relativi magisteri. Oggi, dopo che la linea di Don Pedro è di fatto del tutto uscita dalla Real Casa spagnola, i tempi sono finalmente maturi per riconoscere ed accettare la verità».
Ma con il patto di Napoli non si erano accordati? Come mai negli ultimi mesi ai è assistito alla definitiva rottura fra Il Duca di Castro e Don Pedro, dopo che sembrava che i due rami si fossero riappacificati?
«In realtà - continua Grimaldi - l'atto di Napoli era stato un semplice "armistizio", un accordo di famiglia senza valori e fini dinastici. Ma siccome venne scritto male e in fretta, ha creato molti equivoci e presta il fianco a molte contestazioni. In seguito, dopo la morte di S.A.R. l'Infante Carlo Maria di Borbone, padre di Don Pedro, costui ha voluto riprendere la disputa proclamandosi direttamente con i titoli che per decenni erano stati contestati alla sua linea, senza confrontarsi e consultarsi con il Duca di Castro».
Solo in seguito, visto anche il disinteresse incredibile della linea cadetta della sua Real Casa, il Duca di Castro ha dovuto riflettere sui suoi successori. «Personalmente - aggiunge ancora Grimaldi - dopo anni di ricerche, studi, ritrovamenti di documenti inediti, pubblicazioni e convegni, ma soprattutto dopo attacchi personali, minacce, offese e intimidazioni di faziosi ed esaltati, non possiamo che essere felici nel constatare come la verità stia finalmente trionfando e inizi ad essere divulgata e riconosciuta anche in Spagna».

Ma la questione dinastica? L'atto di Roma di quest'anno ha sollevato molti dubbi e perplessità.
«L'atto di Roma - rimarca Giovanni Grimaldi - purtroppo è stato scritto male e firmato in fretta, ma deve essere considerato solo come una dichiarazione di intenti. Una bozza. In vista di un vero e proprio, ma soprattutto articolato, statuto di famiglia. Perché per adesso crea solo più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. Successione primogenita assoluta? Per soli figli legittimi e naturali? Oppure anche solo naturali? E gli adottati? Sono riconosciuti i matrimoni solo cattolici? Occorre sempre assenso del Capo della Casa? Perché allo stato attuale un giorno potrebbe essere Capo della Casa un mussulmano adottato dall'ultimo Principe o Principessa Borbone? Un adulto adottato per simpatia?».
«Credo fermamente che il Duca di Castro ci aiuterà a capire chiarendo meglio e nel più preciso dettaglio quali sono le sue intenzioni - sottolinea Grimaldi - Perché infatti in questi ultimi mesi sembra che Sua Altezza voglia adattare ai tempi il diritto dinastico della Real Casa, ma non siamo ancora riusciti a capire in che modo voglia e possa farlo senza violare lo stesso diritto dinastico del quale è proprio lui, come tutti gli stiamo riconoscendo, il vero garante e il supremo custode. Perché ovviamente la successione al trono non può essere cambiata se non si regna, cosi come per cambiare le leggi di famiglia occorre il consenso di tutti i Principi e Principesse della Real Casa. Quindi il famoso atto di Roma deve essere visto e compreso con questi limiti. E pertanto si comprende come sia una sorta di "dichiarazione di intenti". Nel senso che se Sua Altezza regnasse andrebbe in vigore la successibilitá prevista dall'Atto di Roma. Fermo restando che sia io che Andrea Borella abbiamo offerto la massima disponibilità ad aiutare il Duca di Castro a sistemare la questione ancora pendente circa il diritto dinastico della Sua Real Casa fin nei minimi dettagli».
«Ma la mia speranza è che adesso - rimarca il genealogista - grazie alla verità che inizia a diffondersi ed essere riconosciuta, questa stessa invece di dividere, possa essere il motivo per riavvicinare tutti i Principi Borbone, così come possa aiutare a superare incomprensioni, liti e divisioni, come incertezza e dubbi».
Ma in tutto questo, il famoso manto che sarà visibile all'esposizione "Virtuti et Merito, la Real y Distinguida Orden Española de Carlos III"?
«Innanzitutto questo manto - replica Grimaldi - così come mi e stato riferito da testimoni oculari e parti nella vicenda, ha una lunga provenienza. Fu già esposto nel 1994 alla mostra su Francesco II e, infatti, faceva parte degli oggetti e dei cimeli pervenuti a questo grande sovrano. Negli anni venne custodito nella famosa cassa con gli arredi della cappella costantiniana, insieme ad una scatola con una ventina di onorificenze di vario genere. Questa cassa venne fatta costruire dal Conte di Caserta proprio per raccogliere i cimeli e gli arredi che gli erano pervenuti dopo la morte di Francesco II e che aveva ampliato fino ai primi del 1900. In particolare il manto era custodito in una piccola valigia di cartone, molto antica, di colore bleu sia all'esterno che all'interno. In seguito, negli anni 60, la cassa della cappella pervenne in custodia a Don Achille Di Lorenzo che conservava il manto al buio e coperto con del cellophane, per cui si è preservato dalla luce, mentre sia quello di San Martino che del Filangieri, ad esempio, si sono sbiaditi. Inoltre, rispetto a questi ultimi due, il manto in questione è più grande e più bello».
Insomma un cimelio importante e con una lunghissima ed articolata storia di tre secoli. Una conferma di come l'eredità storica e dinastica dei Borbone, così come anche i loro oggetti e cimeli, insieme ad un corposo archivio documentario, sono attualmente custoditi da Sua Altezza il Duca di Castro. Così come anche le celebrazioni in onore di Carlo III avranno modo di riconoscere e testimoniare anche in Spagna. Nella speranza che idealmente questo manto possa servire a raccogliere sotto di sé la grande famiglia dei Borbone suoi discendenti, oggi rappresentati, come sottolinea Giovanni Grimaldi, da Capi quali Re Felipe di Spagna e Carlo Duca di Castro, come da altre linee.


Di seguito i link ai post già pubblicati sull'argomento:

sabato 27 agosto 2016

TERREMOTO 2016 - INIZIATIVA DEL GRAN MAESTRO DEL SACRO MILITARE ORDINE COSTANTINIANO




Apprendiamo dalla Cancelleria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio dell'iniziativa che il Gran Maestro e Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, ha voluto intraprendere attraverso la sacra Milizia Costantiniana, iniziativa che aveva preannunciato nel messaggio di cordoglio diffuso a poche ore dal sisma. 

S.A.R, il Principe e Gran Maestro con il Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, all'epoca Delegato dell'Ordine Costantiniano per Napoli e Campania

il comunicato stampa diffuso dalla Cancelleria subito dopo i tragici fatti



Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un Ordine Equestre le cui origini, per tradizione, risalgono all’Imperatore Costantino, dopo l’apparizione della Croce ad Saxa Rubra, ed è pertanto considerato uno dei più antichi ordini cavallereschi.
Si propone la propagazione della Fede e la glorificazione della Croce e dà il suo contributo d’azione e di attività nelle opere di Assistenza Sociale e Ospedaliera.

S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, ne è il LIV Gran Maestro e promuove e coordina le attività benefiche, assistenziali e culturali di questo antichissimo Ordine cavalleresco ed è, naturalmente, particolarmente vicino alle vicende liete dei suoi "duosiciliani".

il Duca di Castro, Gran Maestro, con il Gran Priore S. Em.za Rev.ma Card. Renato Raffaele Martino e S.S. il Papa


Ma la vicininanza del Principe e di tutta la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie al suo antico popolo ed alle popolazioni italiche tutte, si sente maggiormente quando più gravi sono gli eventi, quanto più grande è la sofferenza che hanno a patire.

Ed è quindi con piacere che leggiamo della mobilitazione cui il Principe Gran Maestro ha chiamato i cavalieri costantiniani.

Ricordiamo che il sisma del 24 agosto ha avuto come epicentro Cumoli, capoluogo dell'omonimo Circondario nel Distretto di Cittaducale nell'antica provincia di Abruzzo Ulteriore Secondo.
Il comune più colpito è Amatrice, anch'essa capoluogo di Circondario sempre nel Distretto di Cittàducale, famosa nel mondo per la versione "colorata" del famoso piatto abruzzese "la gricia" ed a cui ha dato il nome: Amatriciana, appunto e che fu creato in occasione di una visita di S.M. il Re Ferdinando IV di Borbone.
Anche se storpiato nel nome (matriciana invece del corretto amatriciana), nell'origine (romana invece che la corretta origine abruzzese) o nella ricetta (bucatini al posto degli spaghetti), resta uno dei piatti più famosi e gustosi.



S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro e Gran Maestro, profondamente colpito dai recenti drammatici avvenimenti che hanno colpito il centro Italia, ha deciso di attivare una raccolta fondi in favore delle popolazioni così duramente colpite dal sisma.
S.A.R. il Gran Maestro ha deciso di informare di questa sua iniziativa il Presidente del Consiglio, Dott. Matteo Renzi e di esprimere nel contempo i sensi di cordoglio e di solidarietà suoi, della Famiglia Reale e di tutto l’Ordine Costantiniano.
Si invitano tutti i Cavalieri e le Dame e tutti colori che volessero sostenere la presente iniziativa, di versare la propria offerta sul conto corrente dell’Ordine Costantiniano: 
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
IBAN: IT77X0350003201000000002430                 BIC/SWIFT. BCABT21
presso UBI Banco di Brescia 
specificando come causale :
Proterremotati Marche e Lazio – Cognome e nome e codice fiscale e, se membri dellìOrdine, la Delegazione di appartenenza


In caso di ulteriori informazioni potete contattare il Gran Magistero:
Telefono +39 06 4741190
E-mail: granmagistero@ordine-costantiniano.it
Vi ringraziamo per la collaborazione!



giovedì 25 agosto 2016

CARLO vs. Pedro: GIOCO, SET e PARTITA!!!!!!


La polemica dell'omaggio al Re Carlo III  che i Borbone delle Due Sicilie dovranno affrontare
di 
(traduzione effettuata con strumenti elettronici. Le note, il video ed alcune immagini non sono presenti nell'articolo originale)








Iniziano i festeggiamenti per il 300° compleanno del Re. Sullo sfondo, la lotta tra il Duca di Castro e il Duca di Calabria per la titolarità della Real Casa d Borbone Due Sicilie.
S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, e Pedro di Borbone, in un fotomontaggio realizzato da Vanitatis.



Questo potrebbe essere il tipico articolo in cui parliamo di Carlo III (1716-1788), che lo scorso 20 gennaio ha compiuto 300 anni da allora questo settembre con una serie di eventi in suo onore che inizia a Madrid. Parliamo anche, per gli smemorati, dell'importanza di questo 'Re Alcalde', (Re Sindaco), che modernizzò Madrid dotandola di tutte le infrastrutture di una vera Capitale. Forse di questo Sovrano basta ricordare che ha costruito la Puerta de Alcalá, grazie alla canzone da Víctor Manuel e Ana Belén, ma a lui si deve una ambiziosa espansione del capitale, con ampi viali, monumenti come la fontana della dea Cibele, quella di Nettuno , la Puerta de Alcalá, l'Orto Botanico, l'Ospedale di San Carlos (l'odierno Museo Reina Sofia ), o il Palazzo del Prado.

l'Orto Botanico di Madrid


il video del brano "Puerta de Alcalá"
In questo articolo tipico anche sarebbe contare che gli atti del terzo centenario sono organizzate da una commissione a cui partecipano i rappresentanti della Comunità di Madrid, il Comune di Madrid,  Acción Cultural Española,  la Reale Accademia di Storia, l'Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando, Patrimonio Nazionale, il Museo Archeologico Nazionale e la Casa de America. Fin qui, tutto normale.'Flash' foto e politici di turno che lodano il monarca celebrato.
Ma la ciliegina (e la polemica) è che gli sponsor degli eventi per commemorare il terzo centenario della nascita di Carlo III hanno chiesto al Principe Carlo di Borbone-Due Sicilie, Duca di Castro (e non Pedro de Bourbon-Due Sicilie, rappresentante il cd. ramo spagnolo), di partecipare a molti  atti di attività del programma, come Capo della Real Casa di Borbone-Due Sicilie, custode del patrimonio storico di Carlo III come Re di Napoli e Sicilia. Ricordate che la morte senza discendenti del suo fratellastro Fernando VI portò Carlo a cingere la Corona di Spagna, che assunse nel 1759, lasciando con grande tristezza la corona del Regno di Napoli e Sicilia per il suo terzo figlio, Ferdinando IV* da cui discendono gli odierni contendenti.
le LL.AA.RR. i Duchi di Castro

S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, parteciperà alle celebrazioni del centenario prestando oggetti di valore appartenenti alla Casa di Borbone delle Due Sicilie, come la veste cerimoniale di seta ricamato in oro e argento di re Carlo, che sarà esposta per la prima volta Spagna, in particolare nella Casa de la Moneda nel mese di settembre.


il Manto in seta bordato d'oro e argento di Gran Maestro dell'Insigne Reale Ordine di San Gennaro appartenuto a Re Carlo

La storica disputa tra il Duca di Castro e il Duca di Calabria*


S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, rappresentante del cd. ramo napoletano, e Pedro de Borbone-Due Sicilie, rappresentante del cd. ramo spagnolo, sono i contendenti in questa disputa, anche se il tricentenario ha optato per il Duca di Castro (ramo napoletano ) rispetto al cd. Duca di Calabria (ramo spagnola). Infatti, Carlo III sembra non avrà un 300° compleanno in pace.










Il conflitto nasce nel 1960, quando muore, senza discendente maschile, Fernando Pio di Borbone delle Due Sicilie, Capo indiscusso della Real Casa, come il nipote dell'ultimo re di Napoli, Francesco II di Borbone. La titolarità della Real Casa di Borbone-Due Sicilie è assunta dal fratello minore, il Principe Ranieri, poiché il prossimo in successione, il fratello Carlo Tancredi, aveva rinunciato ai suoi diritti dinastici nel 1900 per sposare l'Infanta di Spagna (e all'epoca Principessa delle Asturie, n.d.r.) Maria de las Mercedes, figlia di Alfonso XII. Una rinuncia per sé e per i suoi discendenti, come indicato nel protocollo firmato a Nizza il 1 Dicembre 1900.

Quell'anno, 1960, Alfonso di Borbone delle Sicilie, figlio di Carlo Tancredi, affermò che la rinuncia del padre non era valida e si proclamò capo della Casa di Borbone-Due Sicilie. Nessuna Casa Reale europea supportò questo auto-proclama ed i loro rappresentanti considerarono il Principe Ranieri come capo della Casa.











 INGRANDIRE
Il re emerito Juan Carlos, a favore del Duca di Calabria

Nel 1964, quando muore Alfonso, il figlio Carlos, conosciuto da allora come Duca di Calabria, riceve una speciale protezione da Don Juan Carlos, che, quando si sale al trono di Spagna,  concesse la distinzione di Infante di Spagna, che già avevano avuto suo padre e suo nonno. Don Juan Carlos e Carlos erano cugini primi e li univa un rapporto fraterno che viene considerato come un supporto alla pretenzione di Carlos come capo della Casa di Borbone-Due Sicilie.
Alcune voci sostengono che la rinuncia era condizionata all'opzione di Carlo Tancredi come possibile re consorte di Spagna, sposandosi con l'allora Principessa delle Asturie, al fine di mantenere la tradizione di separare le monarchie di Spagna e di Napoli, come si faceva dai tempi di Carlo III. Quando questa possibilità non si verifica per la nascita del figlio di Alfonso XIII, i sostenitori del ramo spagnolo affermarono che la rinuncia non aveva più senso e Carlo Tancredi potreva mantenere le sue aspirazioni per il regno di Napoli nella famiglia Due Sicilie.**

Franco e le sue simpatie

Alcuni storici sostengono che la decisione di Alfonso di Borbone-Due Sicilie per annullare la dimissioni di suo padre e di rivendicare la titolarità della Casa è stata influenzato da Don Juan de Borbon, padre del re emerito. Nel 1960 si stava chiarendo l'applicazione della legge di successione del 1947 proclamata da Franco, che gli consentiva il potere di eleggere il futuro re. Don Juan a quanto pare fece pressioni su Alfonso Borbone-Due Sicilie perché reclamasse la titolarità di Capo della Casa, al fine di eliminare i possibili candidati per il trono di Spagna che potessero interferire in una elezione. Se Alfonso era il capo di una casa reale straniera, le sue opzioni per il trono di Spagna sarebbero state notevolmente diminuite. Non dimenticate che Franco aveva il potere di scegliere il successore al titolo di re e poteva nominare qualsiasi membro del ramo spagnolo de i Borbone. Né si deve dimenticare che il padre di Alfonso, Carlo Tancredi, era stato Infante di Spagna, era stato integrato nella famiglia reale spagnola e aveva ricoperto posizioni di rilievo nell'esercito spagnolo, divenenendo capitano generale dell'Andalusia, che avrebbe potuto suscitare qualche simpatia di Franco.
Nel 2014 ci fu un atto di riconciliazione tra gli spagnoli e il ramo napoletano delle Due Sicilie. Pedro, figlio del "duca di Calabria", e Carlo, Duca di Castro, suggellarono la pace della famiglia firmando un documento in cui entrambe le parti riconoscevoano i rispettivi titoli, ma che non risolse il problema di fondo di successione al Capo della Casa. Fu piuttosto un patto di non aggressione tra le famiglie che è durato solo due anni, con entrambe le parti che lamentavano rotture  a causa di azioni che sono considerate diritto esclusivo, in particolare questioni relative alla concessione di titoli e riconoscimenti agli eredi .






La riconciliazione tra le due famiglie. Da sinistra a destra: Jaime de Bourbon-Due Sicilie; Pedro de Borbone-Due Sicilie, Duca di Calabria; sua moglie, Sofia Landaluce; Camille, Duchessa di Castro; Charles, Duca di Castro, e le sue figlie, Carolina e Clara
La riconciliazione tra le due famiglie. Da sinistra a destra: Jaime de Bórbon-Due Sicilie;Pedro de Bórbon-Due Sicilie, Duca di Calabria; sua moglie, Sofia Landaluce; le LL.AA.RR. la Principessa Camilla, Duchessa di Castro e Carlo, Duca di Castro, e le figlie, Maria Carolina e Maria Chiara

Da la FP  ai tedeschi di La Carolina

E tutto questo, tornando al re Carlo III, che è davvero il protagonista: attenzione, che i madrileni devono a questo sovrano non solo l'abbellimento della città. E non ho mai detto meglio, perché la rete di canali di scolo porta il suo nome. Fuori dalla capitale, è stato il creatore di numerosi ospedali pubblici, fognature, illuminazione, scuole di arti e mestieri. È stato ipadre della formazione professionale. Fece un ambizioso piano industriale, con industrie che si imposero come leader per i beni di lusso: porcellana del Buen Retiro o cristalli de la Granja, non andò così bene alle fabbriche per la produzione di beni di consumo in tutta l'area spagnola.
A lui dobbiamo parte della nostra rete stradale: creò un piano di strade che irradiavano da Madrid. Concepì la banca di San Carlos e  a questo monarca si deve che parte dell'Andalusia è bionda con gli occhi azzurri. Vale a dire, ha sviluppato un progetto di riforestazione zone disabitate delle terre reali di Sierra Morena e la media valle del Guadalquivir, creando la nuova città dell'Andalusia e della Sierra Morena . A tal fine vi furono portati tedeschi e fiamminghi cattolici e furono creati insediamenti come La CarolinaLa Carlota o La Luisiana , nelle province di Jaén , Córdoba e Siviglia . Quasi nulla.

E se volete sapere di più. Le quattro date essenziali del terzo centenario di Carlo III sono:

1. Carlos III:  proiezione all'estero e scientifica di un regno illuminato
Acción Cultural Española ha preparato un campione con 100 pezzi di istituzioni spagnole e straniere che spiegano le tappe più significative della politica estera del monarca.
Dove: Museo Archeologico Nazionale.
Quando: 1 dicembre 2016 a 26 marzo 2017.

2. Carlos III e la diffusione delle Antichità
Real Academia de Bellas Artes de San Fernando ha preparato un campione che può essere seguito contemporaneamente da Napoli, Città del Messico e Madrid. La mostra si propone di mostrare il ruolo svolto dal monarca nella diffusione del patrimonio di Pompei, il monarca è stato un pioniere nel mandare portare alla luce.
Dove: Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.
Quando: dal 13 dicembre 2016.

3. Ricostruzione camera da letto del Re nel Palazzo
Carlos III è stato il primo monarca ad abitare il Palazzo Reale di Madrid. Come ha fatto con i Siti reali di Aranjuez, El Pardo o La Granja de San Ildefonso, ha dato il palazzo una nuova decorazione.mostra patrimonio nazionale si propone di rivedere lo stile introdotto dal monarca, per la quale hanno recuperato un centinaio di opere.
Dove: Temporary Exhibition Hall del Palazzo Reale di Madrid.
Quando: dal dicembre 2016.

4. Una Corte per il re: architettura e urbanistica ai tempi di Carlo II
La mostra presenta disegni, modelli e prevede di incontrare prima e dopo il regno di Carlo III e così ammirare la dimensione del suo lavoro.
Dóve: Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.
Quándo: da dicembre 2016 a febbraio 2017.


* Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro Benedetto; Napoli, 12 gennaio 1751 – Napoli, 4 gennaio 1825) IV Re di Napoli, III di Sicilia, dal 1816 Ferdinando I Re del Regno delle Due Sicilie
* In realtà il titolo di Duca di Calabria appartiene all'immediato erede della Corona cioè al Figliuolo primogenito del Re/Capo della Real Casa (ATTO SOVRANO N. 594 del 4 gennaio 1817)

** Valido o meno l'Atto di Cannes, nulla toglie alla infondatezza delle pretese "spagnolesche". Per approfondire consigliamo il libro del Prof. Ettore Gallo, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, intitolato “Il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio” edito da “Il Minotauro” 2002, ISBN-10: 8880730703.
  • Alla morte (1960) del Principe Ferdinando Pio, Capo indiscusso poiché primogenito di SAR il Principe Alfonso, Duca di Castro e Conte di Caserta, il Principe Carlo Tancredi era già morto (1949) e già dalla morte del Principino Ruggiero Maria (figlio di Ferdinando Pio), il Principe Ranieri era divenuto Duca di Calabria. Nel 1936 Alfonso figlio di Carlo Tancredi contrasse matrimonio ma non chiese né, quindi, ottenne il Regio Assenso dal Capo della Real Casa (lo zio Ferdinando Pio). Per effetto delle leggi dinastiche del Regno delle Due Sicilie era quindi NON DINASTICO per la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie (ATTO SOVRANO n. 2362 del 7 aprile 1829 e ATTO SOVRANO n. 3331 del 12 marzo 1836). Come ben evidenziato dagli studi del dr. Giovanni Grimaldi in XXXII ed. dell'Annuario della Nobiltà Italiana, Sagi Editore, 2014