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martedì 27 agosto 2013

L'Istituto al "TODIMUSICANTICA FESTIVAL"


Il nostro Istituto sarà presente alla prima edizione del Todi MusicAntica Festival che si terrà dal 7 settembre al 5 ottobre 2013.
Nella bellissima cittadina umbra, il festival organizzato da MVSICA PERDVTA, nella giornata del 28 settembre, vedrà protagonista la Napoli del 1700 e la sua cultura; la Napoli, come dice il programma, di Ferdinando e Carolina, che sarà illustrata dal noto giornalista e storico Fernando Riccardi e dal punto di vista più strettamente musicale dal dr. Renato Criscuolo.

Di seguito riportiamo il comunicato dell'evento:

Dal 7 Settembre al 5 Ottobre si terrà in Todi la prima edizione del TodiMusicAntica Festival, che vuole ulteriormente arricchire la già variegata offerta culturale della cittadina umbra, proponendo concerti di musica antica, dal Medio Evo al Settecento, nei suggestivi scenari tuderti. Il festival, organizzato dall’associazione MVSICA PERDVTA (www.musicaperduta.jimdo.com), è diretto dal M° Renato Criscuolo, attivo da anni nel panorama concertistico della musica antica. Il festival si aprirà il giorno sabato 7 Settembre 2013 alle ore 21, nella splendida cornice del Santuario della Consolazione di Todi, dove il M° Andrea Moncada Paternò si esibirà sul grande organo Pinchi, eseguendo un programma dal titolo Ars Canendi, in cui illustrerà la genesi melodica nel Barocco organistico nelle istanze espressive e nelle ragioni estetiche a confronto nei maestri italiani, francesi e tedeschi. Il 13 Settembre alle ore 21, nell’aula magna dell’Istituto Ciuffelli-Einaudi, sarà la volta del flautista Giorgio Matteoli e del clavicembalista Massimiliano Faraci, che si esibiranno in un concerto che vedrà l’utilizzo dei più diversi tipi di flauto dolce, dal piccolo sopranino al gigantesco contrabbasso. Sempre al flauto dolce è dedicato il concerto del 21 Settembre: alle ore 17, nella splendida cornice della chiesa di Sant’Antimo in località Petroro, sede della prestigiosa azienda vinicola Cantina Peppucci, i flautisti Stefano Bagliano e Lorenzo Cavasanti si esibiranno in un programma diacronico dal Medio Evo al Settecento, intitolato Flatus, dialoghi di flauti e di suoni antichi e moderni. Il 28 Settembre è la volta dell’ensemble MVSICA PERDVTA, che alle ore 21 presso l’auditorium San Bartolomeo dello splendido Hotel Fonte Cesia di Todi eseguiranno i trii per mandolino, violino e basso di Emanuele Barbella (Napoli 1718-1777): al mandolino storico Mauro Squillante, che dialogherà con Monika Toth al violino barocco, accompagnati dal violoncello barocco di Renato Criscuolo. Il concerto sarà introdotto da una conferenza sulla vita culturale nella Napoli di Ferdinando e Carolina, a cura dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie (dr. Fernando Ricciardi). Il festival si concluderà sabato 5 Ottobre alle 21, quando, nella storica aula magna del liceo classico Jacopone il tenore e chitarrista Bud Roach eseguirà diverse raccolte di arie a voce sola del primo Seicento italiano, autoaccompagnandosi alla chitarra barocca. Bud Roach, artista canadese e assai attivo in diversi ensembles di musica antica d’oltreoceano, si fermerà a Todi durante un viaggio di ricerca sulla musica italiana vocale del Seicento e sulle tecniche di autoaccompagnamento dei cantanti, che sta compiendo in Italia grazie alla generosità di Ontario Arts Council. Con l'augurio di poter costruire, nel corso degli anni, un appuntamento costante tra le bellezze di Todi e quelle della musica antica, si estende a tutti l'invito a partecipare alla manifestazione. Per maggiori informazioni si visiti il sito www.todimusicantica.jimdo.com
o si mandi una e-mail all’indirizzo musicaperduta@gmail.com. Si ringrazia in primo luogo la Regione Umbria, l'azienda vinicola Cantina Peppucci, l'ETAB Todi, l'Istituto Ciuffelli Einaudi, il Liceo Jacopone, l'Hotel Fonte Cesia, l'associazione MVSICA PERDVTA e l'Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie.





sabato 24 agosto 2013

Ricordo di Sua Maestà Cristianissima Enrico V, Re di Francia e Navarra






24 agosto 1883: Al Castello di Frohsdorf Austria moriva "Monseigneur" il conte di Chambord, capo della Real Casa di Francia, de jure Enrico V Re Cristianissimo di Francia e di Navarra, per la grazia di Dio. Era nato Henri d'Artois il 29 Settembre 1820 presso il Palazzo delle Tuileries, unico figlio maschio e il più giovane dei due figli di Carlo Ferdinando d'Artois, duca di Berry, e di sua moglie la Duchessa di Berry, nata Marie-Caroline di Borbone-Due Sicilie. La nascita, a sette mesi dall'assassinio del padre e che permetteva la continuazione della linea principale dei Borbone di Francia, gli valse l'appellativo di "bimbo del miracolo" (enfant du miracle). Creato duca di Bordeaux dal prozio Luigi XVIII, beneficiò della doppia abdicazione di suo nonno Re Carlo X e suo zio il Re Luigi XIX (il duca di Angoulême) a causa della rivolta del luglio 1830. Tuttavia, egli rivendicò i suoi diritti solo nel 1844, alla morte di suo zio, il duca di Angoulême (Luigi XIX) quando assunse il titolo di cortesia di Conte di Chambord. Sposato con Maria Teresa di Modena, difese fino alle estreme conseguenze il principio di legittimità, rifiutandosi di ripristinare una monarchia figlia della rivoluzione. Ad Enrico V successe il cugino Juan Carlos María Isidro de Borbón y Bragança, conte di Montizón (de iure Très haut, très puissant et très excellent Prince, Jean III, par la grâce de Dieu, Roi de France et de Navarre, Roi Très-chrétien), dal ramo  più anziano del Capetingi detto dei "Bianchi di Spagna", che dichiarò: "Divenuto capo della Casa di Borbone alla morte di mio cognato e cugino, il Conte di Chambord, dichiaro che non rinuncio in alcun senso ai diritti al trono di Francia che ho fin dalla mia nascita".
Da quest'ultimo discende l'attuale Capo della Casa di Francia, "Monseigneur" il duca d'Anjou Luigi Alfonso di Borbone, de iure Louis XX,

S.M. Cristianissima Enrico V, Re di Francia e Navarra, dipinto di Adeodata Malatesta

il giovane Henri ispeziona la Guardia Reale a Rambouillet il 2 Agosto 1830.


S.M. Cristianissima Enrico V, Re di Francia e Navarra





venerdì 23 agosto 2013

Ricordiamo l'avv. Zarone


23 agosto 2013
In occasione del quarto anniversario dalla scomparsa
l’Istituto di Ricerca di Storica delle Due Sicilie
ricorda la figura 
dell’Avvocato Guido Zarone, 
persona dotata di grande cultura ed umanità,
fervente cattolico e borbonico convinto. 


Valente professionista, è stato sindaco della città di Teano dal 1999 al 2002 e fondatore de “Il Sidicino” mensile dell’associazione “Erchemperto” di Teano.
Era insignito delle onorificenze di Cavaliere di Grazia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e di Cavaliere dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno.
Le pubblicazioni sulla cattedrale e sui monumenti di Teano  e i suoi contributi sulla storia del Regno delle Due Sicilie e sul Risorgimento pubblicati negli annali della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro resteranno a perenne testimonianza 
del suo immenso amore per il culto delle tradizioni e per il rispetto devoto verso la ns. storia.

Avv. Guido Zarone
(1948-2009)



mercoledì 21 agosto 2013

Si avvicina il convegno sull'astronomo duosiciliano Leopoldo del Re




Castel di Sangro -  Si avvicina la data del convegno dedicato a Leopoldo Del Re. Importante astronomo nativo delle Due Sicilie che fu, dal 1850, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte ed a cui si devono le scoperte astronomiche più importanti dell'istituto, tra i quali si evidenziano quella dell'asteroide Parthenope (1850) e la comunicazione relativa alla cometa di Klinkerfues (1853).
Per riscoprire o, per i più, scoprire questo importante scienziato, appuntamento quindi a Castel di Sangro, Abruzzo Ulteriore Secondo, Distretto di Sulmona, Circondario di Castel di Sangro, il giorno 7 settembre



martedì 13 agosto 2013

“Sulle tracce dei briganti” a Caspoli di Mignano Monte Lungo (Ce)




Grande successo e grande partecipazione di pubblico alla IV edizione della rassegna sul brigantaggio organizzata a Caspoli, piccola frazione di Mignano Monte Lungo (Ce), dall'associazione “Historicus” in collaborazione con la locale amministrazione comunale. Una due giorni davvero movimentata e densa di appuntamenti che ha ulteriormente ravvivato l'interesse per un argomento che per troppo tempo è stato scientemente minimizzato oppure considerato in maniera distorta e poco fedele alla realtà storica dei fatti. “Anche quest'anno abbiamo tenuto fede allo scopo che ha portato, nel 2004, alla nascita dell'associazione e museo Historicus - spiegano ad una voce Angelo Andreoli e la dolce consorte Maria Cristina, gli instancabili “motori” del tutto -: quello di studiare il territorio impegnandosi nella ricerca ed utilizzando come fonti non solo informazioni di archivi ma anche racconti, storie, testimonianze, tradizioni e reperti che hanno una storia da raccontare. Ancora una volta abbiamo voluto riproporre il campo dei briganti: non vogliamo farli santi ma solo capire fino in fondo le vere cause del fenomeno del brigantaggio e della dura repressione che nel periodo postunitario si abbattè violentemente sui contadini del Sud”. Si è iniziato sabato 10 agosto con l'allestimento del campo dei briganti, curato nei minimi dettagli, e con la sfilata per le vie del borgo dei “Briganti di Cartore” e dei figuranti del gruppo “Imago Historiae” di Potenza. Quindi, alla presenza del sindaco di Mignano, Antonio Verdone, è stata inaugurata la mostra di Marco Mattozzi dal titolo “L'altra storia. Il vero Risorgimento raccontato da storici e dagli stessi protagonisti”. La serata si è conclusa con la cena dei briganti a base di piatti tipici della zona allietata dal suono ammaliante dei caratteristici strumenti popolari. Il giorno seguente, domenica 11 agosto, accanto al campo dei briganti è stato allestito un mercatino dell'artigianato che esponeva sulle rustiche bancarelle tante curiosità e tanti utensili ormai praticamente introvabili. Nel tardo pomeriggio, invece, ci si è posti tutti quanti insieme “sulle tracce dei briganti”. Dopo una breve introduzione storica sul fenomeno del brigantaggio tenuta da Fernando Riccardi, il folto corteo, con in testa i figuranti potentini con tanto di schioppo, pistole e pugnali, si è recato in visita alle case della brigantessa Michelina Di Cesare e del capo brigante Giacomo Ciccone, entrambi nativi di Caspoli. Qui, al di sotto delle lapide marmoree affisse lo scorso anno, Giancarlo Rinaldi ha brillantemente intrattenuto i presenti soffermandosi sulle travagliate vicende biografiche dei due eroici guerriglieri che hanno immolato la loro ancora giovane vita per la libertà del Sud invaso dai piemontesi. Dopo di che ci si è recati presso l'abitazione di Alessandro Pace e qui il sindaco Verdone, tra gli applausi scoscianti dei presenti, ha ufficialmente scoperto un'altra lapide che ricorda un altro coraggioso capo brigante di Caspoli che non ha avuto paura di schierarsi contro gli aguzzini sabaudi, pur sapendo di andare incontro ad una grama esistenza. Non a caso Alessandro Pace fu catturato e passò il resto dei suoi giorni segregato nell'orrido bagno penale dell'isola siciliana di Favignana senza più tornare a rivedere il suo amato paese natio. Il tutto si è concluso con la gustosa cena dei briganti e con le dolce melodie della musica popolare. Davvero una bella manifestazione quella di Caspoli, la vera “brigantopoli” del meridione, che ha visto riuniti attorno al ricordo di questi indomiti briganti tantissima gente di varia estrazione sociale proveniente da ogni dove. Per cui congratulazioni vivissime agli instancabili organizzatori e un ringraziamento di vero cuore al sindaco Verdone e all'amministrazione comunale di Mignano Monte Lungo che non hanno avuto il timore di prendere iniziative così coraggiose, come quelle delle lapidi, tracciando una ormai indelebile “strada dei briganti”. E' questa la strada maestra che conduce alla verità storica. Quella verità la cui forza propompente non potrà essere più nascosta o arginata.


la lapide dedicata alla indomita Michelina Di Cesare

un momento della celebrazione davanti la casa di Michelina

i briganti odierni rendono omaggio a Ciccone
davanti la lapide dedicata a Ciccone sul muro di quella che fu la sua casa

la lapide dedicata a Giacomo Ciccone

tutti insieme... brigantescamente
la "Michelina" odierna, non meno coraggiosa ma più fortunata, riscrive la storia e vendica la Michelina di allora uccidendo gli invasori "piemuntisi"

il coraggioso sindaco di Mignano, dr. Antonio Verdone posa accanto a Maria Cristina, novella Michelina, davanti alla lapide, appena scoperta, dedicata ad Alessandro Pace



....ed ecco la lapide dedicata ad Alessandro Pace