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venerdì 15 febbraio 2013

"I Metallurgici di Calabria" a Capua sabato 2 marzo






La realtà fusiva in Calabria Ultra, risale principalmente alle popolazioni autoctone che impararono l'attività fusiva dai fenici, che solevano lavorare il rame, ferro, argento, piombo. Tuttavia, fu sotto i Borbone di Spagna e quelli Napoletani che l'attività crebbe notevolmente.
L'attività siderurgica e metallurgica rimase sotto la Real Casa di Borbone il vanto dello Stato, che accrebbe il prestigio delle Calabrie facendole diventare la Regione più industrializzata d'Europa. L'avventura Borbonica in Calabria Ultra inizia nel '700, ossia nel 1772, quando lo Stato propose un'azzardata e coraggiosa organizzazione “ delle Reali ferriere ed Officine”. La Monarchia ,incominciò dal nulla affidando il tutto allo spagnolo Conty con lo scopo di sviluppare questa terra. Don Carlos ed il Tanucci dopo un'attenta visione del posto, fecero davvero sul serio fondando l'opificio delle Serre. Senza nessuna ombra di dubbio la Corona, affrontò la situazione volendo creare un polo di alto livello a tal punto che decise di inviare ben sette menti napoletane per studiare in Sassonia “Scienze delle miniere”, riportandoli in Patria per mettere in pratica le nozioni studiate.
Mongiana era un luogo ottimo, con un folto patrimonio verde di faggi e castagneti, acque abbondanti che irrigavano la vallata dello Stilaro. Nel 1828, un viaggiatore inglese descrisse così il posto: ”vi era qualcosa di tanto selvaggio e di tanto tenebroso in quel luogo di bosco fitto e oscuro da soggiogare la mente”. Si inaugurò un periodo di elevati primati per le Calabrie, la Corona nella zona proto-industriale insediò il nuovo stabilimento, con l'impianto di tre altiforni il S. Francesco, il S. Ferdinando ed il S. Barbara inaugurando l'attività con l'ausilio delle miniere dei boschi e la presenza del calcare argilloso tutti elementi base della metallurgia. Le ferriere di Mongiana dall'indiscutibile trascorso industriale note come ferriere Fieramosca possedevano i ruderi del “mulinu du ferru” che serviva alle maestranze del Sud per macinare il minerale, la galera e l'argento.
Nei primissimi anni di Governo la sola Calabria Ultra crebbe notevolmente in popolazione, in soli trenta anni l'area delle Serre crebbe di un terzo cifre da record per il periodo. Il polo siderurgico a conti fatti garantiva il “pane” a circa 1800 operai specializzati , regolarmente stipendiati e cullati dalla Corona. Nel 1840 in tutto il Reame si avvertirono i segni di una crisi che investì l'industria, la Casa Reale fu costretta a non sovvenzionare molte fabbriche costrette a chiudere, ma, non fu il caso di Mongiana che continuò la produzione dell'acciaio borbonico….
…Ferdinando II,nel 1845, fa impiantare una chiesa , una caserma ,una scuola, persino le case popolari per le famiglie operaie creando un nuovo agglomerato urbano di modeste dimensioni.
Le continue sovvenzioni che la Corona, impegnava per Mongiana promosse nel 1859 in piena attività estrattiva ed in pieno sviluppo urbano la nascita della Scuola Media di Mongiana, completamente gratuita e sintetizzata in un documento del tempo datato 11 settembre 1859 che così dice: ”gli insegnamenti proposti agli abitanti del luogo sono questi : Matematica, Leggere, Scrivere, Aritmetica, Grammatica, Galateo, Disegno, Religione, Dettato, Agricoltura.



domenica 10 febbraio 2013




Capua - Nella prosecuzione del fitto programma di conferenze  deciso per il 2013, Venerdì 8 Febbraio, il Dott. Giovanni Salemi, Presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie,  ha incontrato a Capua, presso la Caserma Salomone, un numeroso gruppo di Soldati facenti parte del 47* Reggimento di Fanteria "Ferrara". Tema della conferenza e' stato una breve analisi della storia del Sud, partendo dal periodo Longobardo per arrivare al fulgido periodo Borbonico, senza tralasciare cenni storici su Capua.
La presenza del Col. Com.te Pasquale Mingione e di altri Ufficiali tra i quali il Ten. col. Greco ed il Cap. Rinaudo, oltre che numerosi Sottufficiali, ha reso ancora più interessane e qualificante la platea. Lo stesso Com.te Mingione chiudendo i lavori ha colto in pieno il senso dello sforzo e dello scopo che l'Istituto si prefigge: divulgazione ed approfondimento, con la massima onesta' intellettuale, di una parte della storia che possa, se maggiormente conosciuta, dare le basi ad ognuno per riappropriarsi di un orgoglio di appartenenza e di una fierezza delle origini, vero propellente per proiettarsi nel futuro. Non quindi puro esercizio di retorica e nostalgia, ma voglia di crescita e sviluppo.

L'Istituto ringrazia Tutti per la sincera disponibilità offerta e si augura di potere ripetere una esperienza molto formativa anche per ognuno dei componenti dell'Istituto stesso.


il comm. Giovanni Salemi, nostro presidente

il comandante della caserma, col. Pasquale Mingione

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mercoledì 6 febbraio 2013

Batteria Sant'Antonio, gli ex-allievi della Nunziatella commemorano i Caduti del 5 febbraio 1861

stemma della Nunziatella nei periodi indicati

GAETA - E’ stata l’associazione ex Allievi della Nunziatella a promuovere il ricordo dei caduti dell’Esercito delle Due Sicilie morti a Gaeta il 5 febbraio 1861. Durante quel pomeriggio, intorno alle 16.30, mentre si consumava una “normale” giornata di assedio, i tiri dei cannoni rigati piemontesi colpirono in pieno la batteria Sant’Antonio dove si trovava un deposito di polvere da sparo. L’esplosione è terribile. Morirono 216 soldati e un centinaio di abitanti di Gaeta. Sessantaquattro sono i feriti e tra i morti c’è il Generale Traversa, direttore generale del Genio militare. A ricordare la giornata di sangue è stata l’associazione ex Allievi Nunziatella con la presenza del Past President Giuseppe Catenacci, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, e l’amministrazione comunale di Gaeta con il Vicesindaco Cristian Leccese e con l’assessore alla Cultura Sabina Mitrano. Presenti anche l’avvocato Sevi Scafetta e Giovanni Salemi, presidente dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, che da ex allievo della Nunziatella ha ricordato il valore dell’esercito delle Due Sicilie impegnato nella resistenza di Gaeta.

la corona in memoria dei Caduti il 5 febbraio 1861

il comm. Salemi intervistato da una tv locale














domenica 3 febbraio 2013

Breve storia delle Due Sicilie, consegnato il lavoro alla Real Casa


ROMA - E' stato consegnato mercoledì 30 gennaio, nelle mani di S.E. l'Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua, Segretario Generale della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e degli Ordini Dinastici, la breve storia delle Due Sicilie commissionata dalla stessa segreteria al nostro Istituto di Studi Storici preparata per arricchire il rinnovato sito internet della stessa Real Casa. Il lavoro affronta la storia delle Due Sicilie con particolare riguardo al periodo che va dal 1734 al 1870 anni durante i quali hanno Governato i Sovrani di Casa Borbone. A lavorare a questa breve storia sono stati Vincenzo D'AmicoRoberto Della Rocca, Fernando Riccardi e Giancarlo Rinaldi. A consegnare il lavoro una delegazione dell'Istituto guidata dal Presidente Giovanni Salemi.