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giovedì 22 marzo 2012

Nuovi incontri ai Girolamini di Napoli: tutela della vita e concezione cattolica della politca


NAPOLI - Prosegue senza sosta l'attività culturale dell'Oratorio dei Girolamini di Napoli. Mese di marzo intenso che si concluderà con il doppio appuntamento di sabato 24 e venerdì 30. Sabato nella Biblioteca sala Ferrara alle ore 10.30 si terrà un incontro dal tema "La tutela della vita dal concepimento alla morte naturale" con interventi musicali a cura di Ellida Basso, per la serie di incontri "Sermoni dell'Oratorio". Venerdì 30 sarà la volta del convegno di studi "La concezione cattolica della politica" che si svolgerà nella stessa Biblioteca dei Girolamini alle ore 17.00 con gli interventi previsti dei docenti Sergio d'Ippolito, che parlerà di "religione civile e Stato moderno", Giovanni Turco, "La libertà politica come problema essenziale", e Arturo Ruiz Ive, "I principi della politica e la riflessione di Julio Meinvielle". Modererà i lavori il Prof. Marino Massimo de Caro, direttore della Biblioteca dei Gerolamini. A dare lo spunto sarà la presentazione del volume di Julio Meinvielle, Concezione cattolica della politica, edito dalle edizioni Settecolori. A seguire si svolgerà un concerto spirituale. Gli incontri si svolgeranno presso l'Oratorio dei Girolamini in via Duomo, 114 (di fronte al Duomo di Napoli). Per maggiori informazioni il sito www.girolamini.org.

c.s.

XLII Incontro tradizionalista di Civitella del Tronto 24 e 25 marzo 2012

Veduta di Civitella del Tronto

 Con piacere diramiamo il programma del XLII° Incontro Tradizionalista di Civitella del Tronto, appuntamento sempre atteso e molto sentito. Agli organizzatori l'augurio di un grande successo in  questo ennesimo appuntamento con la verità storica e con il ricordo dei nostri caduti.


 Con l’Incontro di quest’anno, la Comunione Tradizionalista che si incontra a Civitella del Tronto entra nel 42 anno di vita. L’Incontro di quest’anno è stato preceduto dal riuscito Atto culturale che si è svolto a Napoli il 25 febbraio scorso in occasione della Giornata per il quarantesimo anniversario della fondazione dell’Associazione dei Giusnaturalisti ispanici “Filippo II". Tale Giornata si inserisce a pieno titolo negli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto perché entrambi i sodalizi si inseriscono nel comune riferimento dottrinale costituito dall’esperienza storica della Monarchia cattolica, missionaria e federativa.
Oggi più che mai siamo fermamente convinti del primato del Tradizionalismo politico. Il naufragio collettivo della società contemporanea è un problema che milioni di europei cominciano a porsi in modo sempre più serio. E si parla sempre più di recupero della Tradizione. La Tradizione diventa l’ancora di salvataggio, il vecchio bastone su cui poggiare le gambe tremanti della Società che si è persa nel cammino della storia.
Il ritorno al diritto naturale cristiano è l’alternativa che il Tradizionalismo offre alla Società Contemporanea in preda all’impazzimento generato dall’egoismo individualista.
L’antica società cristiana fu attaccata dallo spirito rivoluzionario che distrusse i Corpi Intermedi per raggiungere l’obiettivo di istituire una società umana livellata dall’egualitarismo. Così furono minate le fondamenta della città cristiana. Così furono condizionate dal nuovo che avanzava in nome dei principii liberali le istituzioni fondamentali che reggevano l’intera Società. Il matrimonio fu trasformato in un contratto precario; l’individualismo prevalse sulla famiglia; l’idea di comunità politica fu distrutta dalla opposta concezione individualista caratterizzata dall’esaltazione della libertà personale.
A Civitella del Tronto ripartiamo dalla Memoria per raggiungere la chiarezza intellettuale chi occorre restaurate la Sovranità Sociale e la Sovranità Politica al fine di dare un futuro alle nuove generazioni. Entrambe le Sovranità, come ha osservato il grande pensatore del Tradizionalismo Politico, don Rafael Gambra, “si inseriscono armonicamente, con i loro fini naturali propri e complementari, all’interno del concetto di Ordine”. 
Questa è Civitella del Tronto e sulla base dei presupposti ora illustrati abbiamo il piacere di invitarla al 42° Incontro Tradizionalista di Civitella del Tronto che si terrà nei giorni  24 e 25 marzo 2012  per sviluppare il tema

IL SIGNIFICATO DELLA LEGITTIMITA’  E LO STATO RISORGIMENTALE
Nell’ambito dell’Incontro saranno ricordati i Martiri della Tradizione e verrà celebrata la Giornata in memoria del Soldato Napolitano.

L’Incontro si svolgerà presso l’Hotel Zunica.


Per il Comitato promotore degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto
                                                                         (dott. Francsco Maurizio Di Giovine)


Programma

Sabato 24  marzo

Ore 16,00 - Inizio del convegno sotto la presidenza del prof. Paolo Caucci von Saukhen.

Dott. Giuseppe Catenacci. Presentazione del pamphlet che l’Associazione Nazionale ex Allievi della Nunziatella  offre ai presenti:

La difesa della real fortezza di Civitella del Tronto nel 1806 nella storiografia Napolitana. A cura di Giuseppe Catenacci e Francesco Maurizio Di Giovine. Napoli, 2012  

Prof. Giovanni Turco. La legittimità del potere e la formazione dello Stato risorgimentale.

Prof. Guido Vignelli. Dallo Stato Cattolico allo Stato laico. 

                   Avv. Gaetano Marabello. La distruzione del regno delle Due Sicilie.

Dott. Francesco Maurizio Di Giovine. Il ruolo di Napoleone III nel processo unitario della penisola italiana.


Ore 20,30  - Presso l’Hotel Zunica si terrà la cena comunitaria con i piatti tipici della Tradizione Borbonica.


Domenica 25  marzo

Ore 09,30 - Concentramento dei convenuti a porta Napoli e corteo verso il monumento a Matteo Wade per deporre una corona in memoria dei caduti nell’assedio di Civitella del Tronto del 1860 – 1861.

Ore  10,15   Salita alla reale fortezza.

Ore  10,30 Commemorazione del Soldato delle Due Sicilie tenuta dal dott. Fulvio Izzo.

Ore 11,00  Celebrazione della Santa Messa in memoria dei Martiri della Tradizione e dei caduti Napoletani. .

Ore  13,30  Colazione a conclusione dell’Incontro presso l’Hotel Zunica.



 Sistemazione alberghiera

A Civitella del Tronto:

Hotel Zunica, Tel.             0861/91319       – fax 0861/918150
Camera singola: €. 55; doppia €. 70; tripla €. 90; quadrupla €. 100

Hotel Fortezza, Tel.             0861/91321       – fax 0861/918221
Camera singola: €. 37; doppia €. 48; tripla €. 65; quadrupla €. 70

B & B La collina degli Ulivi
Situato ad un chilometro da Civitella del Tronto
Per le prenotazioni telefonare al n.             328 1785058       e chiedere di Ermanno

B & B Domus Dulcis
Situato nel centro storico di Civitella del Tronto
Per le prenotazioni telefonare al n.             338 1532397       e chiedere di Guido

A Ponzano (frazione a 3,5 km. da Civitella)

Hotel Ermocolle, Tel.             0861/91120       –   fax stesso numero
Prezzo da concordare alla prenotazione

A Sant’Egidio alla Vibrata (paese a 5 km. da Civitella)

Hotel Concorde, Tel.             0861/842406       –   fax stesso numero
Prezzo da concordare alla prenotazione

Hotel Scacco Rosso, Tel.             0861/843139        
Prezzo da concordare alla prenotazione

Ad Ancarano (paese a 4 km. da Civitella)

Parkhotel, Tel. 0861/87
Prezzo da concordare alla prenotazione

Per la cena di sabato €. 25   -   Per il pranzo di domenica €. 30

 Per informazioni 338 / 3982526


martedì 20 marzo 2012

17 marzo giornata dell'orgoglio duosiciliano. A Palermo bandiere tutto l'anno


In relazione all'appello del sig. Palmulli, partecipo che sul mio balcone le bandiere del Regno delle Due Sicilie e quella della Sicilia sventolano accanto tutti i giorni dell'anno.
Grazie, cordiali saluti, Giovanni Maduli, Palermo.

domenica 18 marzo 2012

Messina ricorda gli eroi delle Due Sicilie




Il nostro "inviato speciale" a Messina ci racconta la seconda giornata di celebrazioni per ricordare gli eroi dell'Esercito delle Due Sicilie che hanno affrontato a testa alta il nemico invasore.

MESSINA – La giornata del 18 marzo, nel quadro della celebrazione dell’assedio della Real Cittadella di Messina, è iniziata con una Santa Messa dedicata al Suffragio dei caduti della resistenza della Real Cittadella, resistenza che terminò il 13 marzo 1861 con la resa alle forze piemontesi agli ordini del famigerato Cialdini. La Santa Messa è stata celebrata nella splendida antica chiesa di Santa Maria Alemanna dei Catalani e nell’omelia il celebrante ha magistralmente ricordato i valori importanti di fedeltà e onore tenuti alti dai militari dell’Esercito delle Due Sicilie. Successivamente i partecipanti provenienti in maggior numero dalla Sicilia tutta e in parte anche dal “continente” armati di numerose bianche e gigliate bandiere hanno raggiunto la Cittadella. Per la verità dobbiamo parlare più precisamente dei ruderi, o meglio ancora dei resti dell’antica, magnifica opera fortificata, resti peraltro in gran parte sommersi da rifiuti di ogni genere con antiche casematte o locali comunque nati per esigenze di carattere militare in atto occupati da extracomunitari. Questo porta alla mente il caso Carditello: in realtà le cause del degrado sono diverse ma il trattamento è quello che è perché, si deve pensare, sono beni o comunque strutture legate al vecchio regno e come tali fatto oggetto di un accanimento dell’opera di distruzione in quanto la distruzione delle stesse indebolisce e cancella sempre più il ricordo del Regno. Comunque, a parte le considerazioni di cui sopra, i resti dell’antico bastione Santo Stefano, sono stati raggiunti e sono state deposte due corone in omaggio e ricordo dei valorosi che in quella fortezza combatterono, una delle quali a nome dell’associazione Ex Allievi della Nunziatella deposta ai piedi della targa marmorea di ricordo, ornata di giglio recentemente apposta su uno dei muri del bastione. Tale corona porta un nastro di dedica agli ufficiali della guarnigione formati tutti nell’allora Reale Accademia Militare e quindi anch’essi, a pieno titolo, ex Allievi. Lo spettacolo offerto dalle numerose bandiere che garrivano ben distese dal vento dello stretto in vista delle coste siciliane e calabresi è stato come al solito magnifico ed emozionante, e le brevi allocuzioni pronunziate dal Dottor Giuseppe Catenacci, Past President dell’Associazione Ex Allievi Nunziatella, e dal Dottor Franz Riccobono, per conto dell’organizzazione dell’evento hanno corroborato quel sentimento di amor patrio diffuso tra tutti i presenti. Nel pomeriggio presso la stessa Chiesa di Santa Maria Alemanna dei Catalani si è svolta una tavola rotonda in cui vari personaggi intervenuti hanno messo a fuoco ancora una volta qual è l’attuale situazione del Sud invitando tutti a voler intraprendere specifiche iniziative concrete per la risoluzione dello stato di disagio in cui il Sud vive.  Infine, da parte del Presidente dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, dott. Giovanni Salemi e da parte del Professor Giovanni Bonanno è stata ribadita la proposta dell’invio all’indirizzo dell’Istituto stesso di una mail personale in cui si dichiari che il 17 marzo in contrapposizione al ricordo annuale della proclamazione del Regno d’Italia si intende esporre la bandiera dell’antico regno nel ricordo della propria Patria. Tali e mail saranno trasmesse a cura dell’Istituto a Palazzo Chigi che si dovrà convincere che il Sud vero, quello autentico, non è morto, né intende continuare a subire altre violenze.

G.S.

"Caro" Presidente ti scrivo/ perchè non omaggiare le vittime innocenti dell'unità d'Italia?



Come annunciato pubblichiamo la lettera inviata al Presidente Napolitano dal compatriota Erminio de Biase.


"Illustrissimo Signor Presidente,
avendo Lei da poco concluso le celebrazioni per il 150° anniversario dell'unificazione della penisola italiana, mi permetto di chiederLe il motivo per cui Lei non ha mai visitato, né tanto meno citato, i comuni di Casalduni (BN), di Pontelandolfo (BN) e di Bronte (CT) dove i "fratelli" d'Italia, nella loro foga di venirci a 'liberare' a tutti i costi, si diedero tanto da fare ad ammazzare, ad incendiare, a distruggere, a fucilare. Eppure anche le vittime di quei borghi versarono il loro sangue per la Patria, anch'essi furono martiri dell'unità, della libertà. O no?
Grazie per l'attenzione che vorrà riservare a queste mie parole".

Erminio  de Biase

"Cari Presidenti" vi scriviamo per rifiutare il vostro 17 marzo.


MESSINA - Dal palco messinese allestito per la commemorazione della Caduta della Fortezza di Messina il Presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, Giovanni Salemi, e il Commendator Giovanni Bonanno hanno lanciato una iniziativa particolare, pensata appositamente per dare una risposta alla decisione del Governo di fissare per decreto la festa dell'Unità d'Italia al 17 marzo. L'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie raccoglierà tutte le lettere che i meridionali vorranno scrivere indirizzati al Quirinale e a Palazzo Chigi, le renderà pubbliche e le invierà alle residenze ufficiali di Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio dei Ministri in modo da far conoscere ai vertici di questo Stato che il Sud, passeranno ancora altri 200 anni, non si arrenderà mai! Involontariamente, quando ancora non avevamo reso nota la nostra iniziativa, il compatriota Erminio De Biase ci ha inviato una lettera da lui scritta e inviata al Presidente della Repubblica. Con piacere la diffondiamo e speriamo seguano molte altre sul suo esempio.



sabato 17 marzo 2012

Messina ricorda i suoi caduti: le medaglie del Sacro Militare Ordine Costantiniano e la relazione del professore Bonanno

Il Commendatore Bonanno


MESSINA - Il giorno 17 marzo a Messina a cura del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, si è svolta una cerimonia particolare, di consegna di medaglie di benemerenza dell’Ordine stesso ad alcuni rappresentanti delle Istituzioni quali Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, oltre che ad appartenenti alla Marina Militare. Tali medaglie sono state conferite con apposito decreto della Cancelleria del Smoc di San Giorgio a nome del Gran Maestro, Sua Altezza Reale Carlo di Borbone Duca di Castro. La motivazione della concessione di tali decorazioni è stata l’aver tenuto, nello svolgimento dei compiti inerenti alla propria personale attività, uno spirito di partecipazione solidale verso il pubblico nel rispetto dei principi cristiani caratterizzanti l’ordine. La cerimonia si è svolta nel circolo ufficiali della Caserma Stefano Cotugno di Messina, sede di importante comando della Guardia di Finanza ed erano presenti, insieme a numerose persone, in particolare il colonnello della GdF, Joselito Minuto, Comandante del Gruppo Aeronavale di Messina, il Colonnello Decio Paparoni, Comandante provinciale della GdF di Messina, il Commendatore Antonio Di Janni, Delegato Vicario per la Sicilia del Smoc di San Giorgio, Commendator Giovanni Bonanno, Coordinatore Provinciale di Messina dello Smoc, Don Vincenzo Castiglioni, già Cappellano Militare della GdF, i Capitani di Vascello Giacomo Le Grottaglie e Antonio Musolino. Erano presenti anche alcuni Ex Allievi della Nunziatella, il Dottor Giuseppe Catenacci (Past President dell'Associazione), Giovanni Salemi (presentato anche nella qualità di Presidente dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie), il Dottor Filippo Russo di Messina, Avvocato Francesco Condorelli di Catania, Tenente della GdF Francesco della Corte di Orta di Atella. Il motivo per cui la cerimonia si è svolta nel giorno 17 marzo è stato con coraggio e ampiamente illustrato dal Professor Gianni Bonanno il quale ha ricordato la valenza storica della data suddetta collegandola alla fine dell’assedio della Cittadella di Messina, evidenziando il valore dei componenti la guarnigione della stessa e, contemporaneamente, l’oblio al quale questi furono e ancora in parte sono ancora condannati dalla storia ufficiale. Tutto ciò evidenziando, in contrapposizione con la istituzione da parte del Governo Italiano in carica della festa dell’unità d’Italia nella data in questione che, val la pena ricordare, anticipava, all’epoca, la resa della piazzaforte di Civitella del Tronto la quale fino al giorno 20 continuava ad alzare orgogliosamente la bandiera delle Due Sicilie. Il professore Bonanno ha concluso il suo magistrale intervento dando lettura dell’accorato ed esplicativo proclama lanciato ai popoli delle Due Sicilie dal Re Francesco II il giorno 8 dicembre 1860 (festa dell’Immacolata Concezione) dalla Fortezza di Gaeta assediata.

c.s.

mercoledì 14 marzo 2012

17 marzo: giornata dell'Orgoglio Duo Siciliano! L'Istituto di Ricerca Storica aderisce alla proposta del compatriota Palmulli!




In risposta alla nostra nota sull’istituzionalizzazione della festa dell’Unità d’Italia nel giorno 17 marzo, ci ha colpito, tra le tante mail di protesta, quella del compatriota pugliese Giovanni Mustafa Palmulli che condividiamo e che vogliamo rilanciare. La sua idea è quella di proclamare la giornata della nostra bandiera e dell’orgoglio duo siciliano con l’esposizione sui nostri balconi della bandiera del Regno delle Due Sicilie. L’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie aderisce all’idea di Palmulli e invita tutte le altre associazioni meridionaliste ad aderire alla sua proposta. Il blog dell’Istituto è pronto ad accogliere tutti i contributi e tutte le immagini che ci verranno inviate per testimoniare la partecipazione a questa iniziativa. Grazie ancora a Giovanni Mustafa Palmulli e viva le Due Sicilie!

Il direttivo

martedì 13 marzo 2012

VIVA L'ITA(G)LIA: sarà 17 marzo tutti gli anni (e non per festeggiare San Patrizio)


NAPOLI – Et voilà, sarà Unità d’Italia per sempre! E’ questo che ha deciso il Governo Monti con un decretino approvato qualche giorno fa nel silenzio generale. Il 17 marzo a partire dal 2012 sarà celebrata e commemorata la proclamazione del Regno d’Italia avvenuta nel Parlamento torinese il 17 marzo 1861. Vengono così smentiti tutti gli ottimisti duo siciliani che credevano, con il nuovo anno, di avere alle spalle l’incubo delle celebrazioni tricolorate rivoluzionarie. “Bisogna resistere, manca poco”, “Meno male è passato questo 2011 di celebrazioni”. Quante volte abbiamo sentito ripetere queste frasi speranzose? Tante. E tutte sono state disattese. Degno di riflessione è il silenzio assordante dei tanti capi e capetti o presunti leader del mondo meridionalista, pronti spesso a farsi guerra e così restii a collaborare per il bene comune delle nostre terre e per il nostro recupero identitario. Silenzio immotivato e assordante ma comprensibile. Comprensibile perché dovuto, molto probabilmente, alla mancanza di strumenti culturali e politici attraverso i quali una popolazione consapevole dovrebbe incanalare il proprio dissenso. L’incapacità di tenere in piedi rapporti stabili e duraturi con le amministrazioni locali e con i centri del sapere, università e scuole in primis, ha alla fine dato i suoi frutti acerbi. La verità è che non si è nemmeno ricercato questo rapporto stabile con le istituzioni più vicine e sensibili. La paura di una fascia tricolore (salvo poi accogliere con tutti gli onori del caso sindaci e amministratori quando subentra l’amicizia personale) e il timore di una contestazione accademica hanno paralizzato la crescita di un movimento che dopo anni avrebbe dovuto coinvolgere il popolo scontento del Sud. Il quadro è completo con l’aggiunta del disinteresse verso le fonti storiche di primo livello, come la ricerca archivistica che richiede fatica e competenze (senza la quale si arriverà all’esaurimento di un intero filone culturale), e la mancanza di canali di comunicazione che consentano di penetrare il tessuto sociale e far conoscere la verità dei fatti storici. Minoranza esigua si era e minoranza, forse meno esigua di prima ma sempre minoranza, si è rimasti nonostante il vento culturale favorevole e le aperture di credito verso il filone cosiddetto revisionistico storico sul risorgimento. In conclusione, messi all’angolo senza via d’uscita, subiamo una condanna da girone dantesco: tutti gli anni, sarà 17 marzo. Invidieremo gli irlandesi che, almeno, festeggiano San Patrizio. 

r. c. 

P.S. 
Gli irriducibili ottimisti non esultino. Il Governo tecnico è sobrio e quindi, il 17 marzo, si lavorerà. Per la serie "cornuti e mazziati".

Amare (ma realistiche) considerazioni di un meridionalista appassionato/ Dalle Due Sicilie alle due... Gaete! di Erminio De Biase


Pubblichiamo questa lettera dello storico Erminio De Biase perchè ne condividiamo il contenuto nella speranza che possa essere uno spunto per ragionare e non per litigare. Siamo pronti a rendere note altre posizioni sul tema.

NAPOLI - Chissà quali pensieri avrebbero attraversato la mente di quel grande Napoletano che si chiamava Silvio Vitale nel constatare l’evoluzione (ma sarebbe più esatto dire involuzione) che, negli ultimi anni ha subito la sua ‘creatura’ di Gaeta. Che pena, il 4 febbraio, dover prendere atto che il numero degli oratori superava quello degli spettatori! Pare assurdo, ma così era ed ancor più assurdo, grottesco addirittura, annotare tra i conferenzieri anche qualche facciangialluta che, fino a poco prima, seduto sull’altra sponda, era stato il più inflessibile ‘nemico’ di coloro che, adesso, lo accolgono nelle loro schiere. Più o meno lo stesso squallido spettacolo si è ripetuto il 10 marzo, durante l’esibizione di coloro che si sentono investiti, in esclusiva, da una sorta di diritto divino di parlare di certi valori. Qua, in un contesto molto più numeroso ed arricchito dalla presenza di qualche mecenate che, addirittura, in passato, era stato ritenuto dai suoi stessi compagni di oggi, in odor di massoneria, si è vissuta l’apoteosi dell’incoerenza. Nell’occasione, infatti, sono stati perfino riabbracciati dei personaggi rischiosi (cito testualmente) con cui, cito sempre testualmente, non possiamo tassativamente avere riferimenti anche indiretti… Che peccato dover assistere a queste mene meschine, che hanno come metro di azione solo il chi non è con me è contro di me e dimenticando che l’idea originale, nella quale coloro che convergono a Gaeta si riconoscono è, in effetti, una radice comune, un valore di tutti quanti, anche di chi crede in una diversa strategia d’azione. Quella idea che dovrebbe tenere tutti uniti non viene, purtroppo, per niente presa in considerazione perché, come si dice, meglio capa ‘e ceceniello ca coda ‘e saraco… Ed il bello è che tutti, sia gli uni che gli altri, continuano a parlare di riscatto del Sud, di riscossa del Sud, di valori del Sud, di primati del Sud! Dimenticando di inserire tra questi ultimi quell’individualismo anarchico che, purtroppo, col loro atteggiamento, continuano a suffragare. Sentendo gridare, da una parte e dall’altra, “Viva ‘o Rre!” sembrerebbe esserci un numero di grandi aderenti alla Sua Reale Persona…, parrebbe veder palpitare dei cuori che battono energicamente per Lui… come diligentemente annotò il Cavalier Carlo de Ricci in una sua lunga relazione a Francesco II. Per cui, continuando a parafrasare il suddetto cavaliere, mi chiedo, così come si chiedeva lui, "perché quelle moltitudini non danno opera, simultaneamente, a che il regno della giustizia e delle libertà torni a regnare per il bene di tutti? Perché quelle moltitudini, Sire, -continua il relatore- non hanno coscienza politica, …qualunque idea sdrucciola sulla superficie metallica di quella gente e non vi penetra quasi mai, …essa nuota in un mare di idee metodiche e d’abitudini metodiche. Ora io Le domando –amaramente, conclude- come potete esigere, Sire, da questo popolo che si agiti per un’idea o per voi dal momento ch’egli rifiuta d’agitarsi per se stesso?" Parole che pesano come macigni, che bruciano come sferzate e che si adattano benissimo ai convegni/paradossi di oggi, ad un secolo e mezzo dalla loro stesura.
Centocinquant’anni, a quanto pare, inutilmente trascorsi …
Napoli, 13 marzo 2012

Erminio de Biase

lunedì 12 marzo 2012

Garibaldi è stato ucciso a Caserta, la presentazione dell'ultimo libro di Rosario De Simone a Caserta e Santa Maria Capua Vetere


CASERTA - Garibaldi è stato ucciso a Caserta: è la notizia che scompagina tutte le nostre conoscenze. Un attacco forte e semplice che ci catapulta anima e corpo nelle ancora tormentate vicende storiche della conquista del Sud, all’insegna, forse, di un riscatto irreale. L’assassinio avviene nella splendida cornice del Palazzo Reale di Caserta, palcoscenico prediletto dall’Autore per imbastire altri racconti gialli ed uno fantastico. I racconti sono ambientati tra il Settecento ed i nostri giorni. Così vediamo sfilare altri personaggi storici reali, come Ferdinando IV di Borbone e Lady Hamilton, Maria Carolina e Gioacchino Murat, ma anche personaggi inventati per parlare di problemi attuali, come l’esasperata cementificazione, l’immigrazione e l’onnipresente camorra; tutti i personaggi e le varie ambientazioni sono costruiti con la massima attenzione. I sei racconti si svolgono con scene che si incastrano le une con le altre in una sequenza serrata, che predilige anche qualche piacevole diversivo, di cui si trova traccia sia nella realtà storica che nell’odierna cronaca. Su queste basi l’attenzione del lettore è facilmente catturata per giungere a scoprire la classica sorpresa finale. Il libro di Rosario De Simone verrà presentato a Caserta, presso la Libreria Guida, martedì 13 marzo a partire dalle 18.00, e a Santa Maria Capua Vetere in collaborazione con l'associazione Liberalibri presso la Libreria Spartaco, giovedì 15 marzo 2012 alle ore 18.00. Due appuntamenti da non perdere!

c.s.