ATTENZIONE, AVVISO AI LETTORI DEL BLOG

Si avvisano i lettori che per commentare i post pubblicati è necessario accedere con l'account di posta gmail o inviare il proprio commento a istitutoduesicilie@gmail.com e gli amministratori provvederanno alla pubblicazione a nome del mittente.

sabato 27 agosto 2016

TERREMOTO 2016 - INIZIATIVA DEL GRAN MAESTRO DEL SACRO MILITARE ORDINE COSTANTINIANO




Apprendiamo dalla Cancelleria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio dell'iniziativa che il Gran Maestro e Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, ha voluto intraprendere attraverso la sacra Milizia Costantiniana, iniziativa che aveva preannunciato nel messaggio di cordoglio diffuso a poche ore dal sisma. 

S.A.R, il Principe e Gran Maestro con il Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, all'epoca Delegato dell'Ordine Costantiniano per Napoli e Campania

il comunicato stampa diffuso dalla Cancelleria subito dopo i tragici fatti



Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un Ordine Equestre le cui origini, per tradizione, risalgono all’Imperatore Costantino, dopo l’apparizione della Croce ad Saxa Rubra, ed è pertanto considerato uno dei più antichi ordini cavallereschi.
Si propone la propagazione della Fede e la glorificazione della Croce e dà il suo contributo d’azione e di attività nelle opere di Assistenza Sociale e Ospedaliera.

S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, ne è il LIV Gran Maestro e promuove e coordina le attività benefiche, assistenziali e culturali di questo antichissimo Ordine cavalleresco ed è, naturalmente, particolarmente vicino alle vicende liete dei suoi "duosiciliani".

il Duca di Castro, Gran Maestro, con il Gran Priore S. Em.za Rev.ma Card. Renato Raffaele Martino e S.S. il Papa


Ma la vicininanza del Principe e di tutta la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie al suo antico popolo ed alle popolazioni italiche tutte, si sente maggiormente quando più gravi sono gli eventi, quanto più grande è la sofferenza che hanno a patire.

Ed è quindi con piacere che leggiamo della mobilitazione cui il Principe Gran Maestro ha chiamato i cavalieri costantiniani.

Ricordiamo che il sisma del 24 agosto ha avuto come epicentro Cumoli, capoluogo dell'omonimo Circondario nel Distretto di Cittaducale nell'antica provincia di Abruzzo Ulteriore Secondo.
Il comune più colpito è Amatrice, anch'essa capoluogo di Circondario sempre nel Distretto di Cittàducale, famosa nel mondo per la versione "colorata" del famoso piatto abruzzese "la gricia" ed a cui ha dato il nome: Amatriciana, appunto e che fu creato in occasione di una visita di S.M. il Re Ferdinando IV di Borbone.
Anche se storpiato nel nome (matriciana invece del corretto amatriciana), nell'origine (romana invece che la corretta origine abruzzese) o nella ricetta (bucatini al posto degli spaghetti), resta uno dei piatti più famosi e gustosi.



S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro e Gran Maestro, profondamente colpito dai recenti drammatici avvenimenti che hanno colpito il centro Italia, ha deciso di attivare una raccolta fondi in favore delle popolazioni così duramente colpite dal sisma.
S.A.R. il Gran Maestro ha deciso di informare di questa sua iniziativa il Presidente del Consiglio, Dott. Matteo Renzi e di esprimere nel contempo i sensi di cordoglio e di solidarietà suoi, della Famiglia Reale e di tutto l’Ordine Costantiniano.
Si invitano tutti i Cavalieri e le Dame e tutti colori che volessero sostenere la presente iniziativa, di versare la propria offerta sul conto corrente dell’Ordine Costantiniano: 
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
IBAN: IT77X0350003201000000002430                 BIC/SWIFT. BCABT21
presso UBI Banco di Brescia 
specificando come causale :
Proterremotati Marche e Lazio – Cognome e nome e codice fiscale e, se membri dellìOrdine, la Delegazione di appartenenza


In caso di ulteriori informazioni potete contattare il Gran Magistero:
Telefono +39 06 4741190
E-mail: granmagistero@ordine-costantiniano.it
Vi ringraziamo per la collaborazione!

di seguito la lettera inviata da S.A.R.



giovedì 25 agosto 2016

CARLO vs. Pedro: GIOCO, SET e PARTITA!!!!!!


La polemica dell'omaggio al Re Carlo III  che i Borbone delle Due Sicilie dovranno affrontare
di 
(traduzione effettuata con strumenti elettronici. Le note, il video ed alcune immagini non sono presenti nell'articolo originale)








Iniziano i festeggiamenti per il 300° compleanno del Re. Sullo sfondo, la lotta tra il Duca di Castro e il Duca di Calabria per la titolarità della Real Casa d Borbone Due Sicilie.
S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, e Pedro di Borbone, in un fotomontaggio realizzato da Vanitatis.



Questo potrebbe essere il tipico articolo in cui parliamo di Carlo III (1716-1788), che lo scorso 20 gennaio ha compiuto 300 anni da allora questo settembre con una serie di eventi in suo onore che inizia a Madrid. Parliamo anche, per gli smemorati, dell'importanza di questo 'Re Alcalde', (Re Sindaco), che modernizzò Madrid dotandola di tutte le infrastrutture di una vera Capitale. Forse di questo Sovrano basta ricordare che ha costruito la Puerta de Alcalá, grazie alla canzone da Víctor Manuel e Ana Belén, ma a lui si deve una ambiziosa espansione del capitale, con ampi viali, monumenti come la fontana della dea Cibele, quella di Nettuno , la Puerta de Alcalá, l'Orto Botanico, l'Ospedale di San Carlos (l'odierno Museo Reina Sofia ), o il Palazzo del Prado.

l'Orto Botanico di Madrid


il video del brano "Puerta de Alcalá"
In questo articolo tipico anche sarebbe contare che gli atti del terzo centenario sono organizzate da una commissione a cui partecipano i rappresentanti della Comunità di Madrid, il Comune di Madrid,  Acción Cultural Española,  la Reale Accademia di Storia, l'Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando, Patrimonio Nazionale, il Museo Archeologico Nazionale e la Casa de America. Fin qui, tutto normale.'Flash' foto e politici di turno che lodano il monarca celebrato.
Ma la ciliegina (e la polemica) è che gli sponsor degli eventi per commemorare il terzo centenario della nascita di Carlo III hanno chiesto al Principe Carlo di Borbone-Due Sicilie, Duca di Castro (e non Pedro de Bourbon-Due Sicilie, rappresentante il cd. ramo spagnolo), di partecipare a molti  atti di attività del programma, come Capo della Real Casa di Borbone-Due Sicilie, custode del patrimonio storico di Carlo III come Re di Napoli e Sicilia. Ricordate che la morte senza discendenti del suo fratellastro Fernando VI portò Carlo a cingere la Corona di Spagna, che assunse nel 1759, lasciando con grande tristezza la corona del Regno di Napoli e Sicilia per il suo terzo figlio, Ferdinando IV* da cui discendono gli odierni contendenti.
le LL.AA.RR. i Duchi di Castro

S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, parteciperà alle celebrazioni del centenario prestando oggetti di valore appartenenti alla Casa di Borbone delle Due Sicilie, come la veste cerimoniale di seta ricamato in oro e argento di re Carlo, che sarà esposta per la prima volta Spagna, in particolare nella Casa de la Moneda nel mese di settembre.


il Manto in seta bordato d'oro e argento di Gran Maestro dell'Insigne Reale Ordine di San Gennaro appartenuto a Re Carlo

La storica disputa tra il Duca di Castro e il Duca di Calabria*


S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, rappresentante del cd. ramo napoletano, e Pedro de Borbone-Due Sicilie, rappresentante del cd. ramo spagnolo, sono i contendenti in questa disputa, anche se il tricentenario ha optato per il Duca di Castro (ramo napoletano ) rispetto al cd. Duca di Calabria (ramo spagnola). Infatti, Carlo III sembra non avrà un 300° compleanno in pace.









Il conflitto nasce nel 1960, quando muore, senza discendente maschile, Fernando Pio di Borbone delle Due Sicilie, Capo indiscusso della Real Casa, come il nipote dell'ultimo re di Napoli, Francesco II di Borbone. La titolarità della Real Casa di Borbone-Due Sicilie è assunta dal fratello minore, il Principe Ranieri, poiché il prossimo in successione, il fratello Carlo Tancredi, aveva rinunciato ai suoi diritti dinastici nel 1900 per sposare l'Infanta di Spagna (e all'epoca Principessa delle Asturie, n.d.r.) Maria de las Mercedes, figlia di Alfonso XII. Una rinuncia per sé e per i suoi discendenti, come indicato nel protocollo firmato a Nizza il 1 Dicembre 1900.
Quell'anno, 1960, Alfonso di Borbone delle Sicilie, figlio di Carlo Tancredi, affermò che la rinuncia del padre non era valida e si proclamò capo della Casa di Borbone-Due Sicilie. Nessuna Casa Reale europea supportò questo auto-proclama ed i loro rappresentanti considerarono il Principe Ranieri come capo della Casa.










 INGRANDIRE
Il re emerito Juan Carlos, a favore del Duca di Calabria

Nel 1964, quando muore Alfonso, il figlio Carlos, conosciuto da allora come Duca di Calabria, riceve una speciale protezione da Don Juan Carlos, che, quando si sale al trono di Spagna,  concesse la distinzione di Infante di Spagna, che già avevano avuto suo padre e suo nonno. Don Juan Carlos e Carlos erano cugini primi e li univa un rapporto fraterno che viene considerato come un supporto alla pretenzione di Carlos come capo della Casa di Borbone-Due Sicilie.
Alcune voci sostengono che la rinuncia era condizionata all'opzione di Carlo Tancredi come possibile re consorte di Spagna, sposandosi con l'allora Principessa delle Asturie, al fine di mantenere la tradizione di separare le monarchie di Spagna e di Napoli, come si faceva dai tempi di Carlo III. Quando questa possibilità non si verifica per la nascita del figlio di Alfonso XIII, i sostenitori del ramo spagnolo affermarono che la rinuncia non aveva più senso e Carlo Tancredi potreva mantenere le sue aspirazioni per il regno di Napoli nella famiglia Due Sicilie.**

Franco e le sue simpatie

Alcuni storici sostengono che la decisione di Alfonso di Borbone-Due Sicilie per annullare la dimissioni di suo padre e di rivendicare la titolarità della Casa è stata influenzato da Don Juan de Borbon, padre del re emerito. Nel 1960 si stava chiarendo l'applicazione della legge di successione del 1947 proclamata da Franco, che gli consentiva il potere di eleggere il futuro re. Don Juan a quanto pare fece pressioni su Alfonso Borbone-Due Sicilie perché reclamasse la titolarità di Capo della Casa, al fine di eliminare i possibili candidati per il trono di Spagna che potessero interferire in una elezione. Se Alfonso era il capo di una casa reale straniera, le sue opzioni per il trono di Spagna sarebbero state notevolmente diminuite. Non dimenticate che Franco aveva il potere di scegliere il successore al titolo di re e poteva nominare qualsiasi membro del ramo spagnolo de i Borbone. Né si deve dimenticare che il padre di Alfonso, Carlo Tancredi, era stato Infante di Spagna, era stato integrato nella famiglia reale spagnola e aveva ricoperto posizioni di rilievo nell'esercito spagnolo, divenenendo capitano generale dell'Andalusia, che avrebbe potuto suscitare qualche simpatia di Franco.
Nel 2014 ci fu un atto di riconciliazione tra gli spagnoli e il ramo napoletano delle Due Sicilie. Pedro, figlio del "duca di Calabria", e Carlo, Duca di Castro, suggellarono la pace della famiglia firmando un documento in cui entrambe le parti riconoscevoano i rispettivi titoli, ma che non risolse il problema di fondo di successione al Capo della Casa. Fu piuttosto un patto di non aggressione tra le famiglie che è durato solo due anni, con entrambe le parti che lamentavano rotture  a causa di azioni che sono considerate diritto esclusivo, in particolare questioni relative alla concessione di titoli e riconoscimenti agli eredi .





La riconciliazione tra le due famiglie. Da sinistra a destra: Jaime de Bourbon-Due Sicilie; Pedro de Borbone-Due Sicilie, Duca di Calabria; sua moglie, Sofia Landaluce; Camille, Duchessa di Castro; Charles, Duca di Castro, e le sue figlie, Carolina e Clara
La riconciliazione tra le due famiglie. Da sinistra a destra: Jaime de Bórbon-Due Sicilie;Pedro de Bórbon-Due Sicilie, Duca di Calabria; sua moglie, Sofia Landaluce; le LL.AA.RR. la Principessa Camilla, Duchessa di Castro e Carlo, Duca di Castro, e le figlie, Maria Carolina e Maria Chiara

Da la FP  ai tedeschi di La Carolina

E tutto questo, tornando al re Carlo III, che è davvero il protagonista: attenzione, che i madrileni devono a questo sovrano non solo l'abbellimento della città. E non ho mai detto meglio, perché la rete di canali di scolo porta il suo nome. Fuori dalla capitale, è stato il creatore di numerosi ospedali pubblici, fognature, illuminazione, scuole di arti e mestieri. È stato ipadre della formazione professionale. Fece un ambizioso piano industriale, con industrie che si imposero come leader per i beni di lusso: porcellana del Buen Retiro o cristalli de la Granja, non andò così bene alle fabbriche per la produzione di beni di consumo in tutta l'area spagnola.
A lui dobbiamo parte della nostra rete stradale: creò un piano di strade che irradiavano da Madrid. Concepì la banca di San Carlos e  a questo monarca si deve che parte dell'Andalusia è bionda con gli occhi azzurri. Vale a dire, ha sviluppato un progetto di riforestazione zone disabitate delle terre reali di Sierra Morena e la media valle del Guadalquivir, creando la nuova città dell'Andalusia e della Sierra Morena . A tal fine vi furono portati tedeschi e fiamminghi cattolici e furono creati insediamenti come La CarolinaLa Carlota o La Luisiana , nelle province di Jaén , Córdoba e Siviglia . Quasi nulla.

E se volete sapere di più. Le quattro date essenziali del terzo centenario di Carlo III sono:

1. Carlos III:  proiezione all'estero e scientifica di un regno illuminato
Acción Cultural Española ha preparato un campione con 100 pezzi di istituzioni spagnole e straniere che spiegano le tappe più significative della politica estera del monarca.
Dove: Museo Archeologico Nazionale.
Quando: 1 dicembre 2016 a 26 marzo 2017.

2. Carlos III e la diffusione delle Antichità
Real Academia de Bellas Artes de San Fernando ha preparato un campione che può essere seguito contemporaneamente da Napoli, Città del Messico e Madrid. La mostra si propone di mostrare il ruolo svolto dal monarca nella diffusione del patrimonio di Pompei, il monarca è stato un pioniere nel mandare portare alla luce.
Dove: Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.
Quando: dal 13 dicembre 2016.

3. Ricostruzione camera da letto del Re nel Palazzo
Carlos III è stato il primo monarca ad abitare il Palazzo Reale di Madrid. Come ha fatto con i Siti reali di Aranjuez, El Pardo o La Granja de San Ildefonso, ha dato il palazzo una nuova decorazione.mostra patrimonio nazionale si propone di rivedere lo stile introdotto dal monarca, per la quale hanno recuperato un centinaio di opere.
Dove: Temporary Exhibition Hall del Palazzo Reale di Madrid.
Quando: dal dicembre 2016.

4. Una Corte per il re: architettura e urbanistica ai tempi di Carlo II
La mostra presenta disegni, modelli e prevede di incontrare prima e dopo il regno di Carlo III e così ammirare la dimensione del suo lavoro.
Dóve: Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.
Quándo: da dicembre 2016 a febbraio 2017.


* Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro Benedetto; Napoli, 12 gennaio 1751 – Napoli, 4 gennaio 1825) IV Re di Napoli, III di Sicilia, dal 1816 Ferdinando I Re del Regno delle Due Sicilie
* In realtà il titolo di Duca di Calabria appartiene all'immediato erede della Corona cioè al Figliuolo primogenito del Re/Capo della Real Casa (ATTO SOVRANO N. 594 del 4 gennaio 1817)

** Valido o meno l'Atto di Cannes, nulla toglie alla infondatezza delle pretese "spagnolesche". Per approfondire consigliamo il libro del Prof. Ettore Gallo, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, intitolato “Il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio” edito da “Il Minotauro” 2002, ISBN-10: 8880730703.
  • Alla morte (1960) del Principe Ferdinando Pio, Capo indiscusso poiché primogenito di SAR il Principe Alfonso, Duca di Castro e Conte di Caserta, il Principe Carlo Tancredi era già morto (1949) e già dalla morte del Principino Ruggiero Maria (figlio di Ferdinando Pio), il Principe Ranieri era divenuto Duca di Calabria. Nel 1936 Alfonso figlio di Carlo Tancredi contrasse matrimonio ma non chiese né, quindi, ottenne il Regio Assenso dal Capo della Real Casa (lo zio Ferdinando Pio). Per effetto delle leggi dinastiche del Regno delle Due Sicilie era quindi NON DINASTICO per la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie (ATTO SOVRANO n. 2362 del 7 aprile 1829 e ATTO SOVRANO n. 3331 del 12 marzo 1836). Come ben evidenziato dagli studi del dr. Giovanni Grimaldi in XXXII ed. dell'Annuario della Nobiltà Italiana, Sagi Editore, 2014


mercoledì 24 agosto 2016

ORE 03,36 TREMA L'ABRUZZO ULTERIORE SECONDO: SEMIDISTRUTTA AMATRICE

messaggio di S.A.R. il Principe Carlo di Borbone Due Sicilie, Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro degli Ordini Dinastici.



Messaggio di S.E. il Gran Priore dell'Ordine Costantiniano



Il terremoto di magnitudo 6.2 che ha colpito il territorio di Abruzzo Ulteriore 
Secondo, Distretto di Cittaducale e Circondari di Accumoli, Amatrice e Antrodoco (Area oggi compresa fra Lazio, Umbria e Marche), è avvenuto in una
 zona ''ad alta sismicità'', nella quale storicamente si sono verificate forti scosse.


Il forte terremoto più recente, di magnitudo 5.9, ha colpito Norcia nel 1979, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e altri forti terremoti sono avvenuti fra '600 e '700. Il più violento, di magnitudo stimata 7, colpì Norcia e Cascia nel gennaio 1703.


una immagine del Corso di Amatrice di qualche tempo fa che evidenzia la drammaticità dell'immagine seguente

una drammatica immagine di quel che è successo ad Amatrice

Sono state 39 in poco più di tre ore le principali scosse di terremoto, di magnitudo pari o superiore a 3, avvenute fra Lazio, Umbria e Marche a partire dalle 3:36, quando un terremoto di magnitudo 6 ha colpito Rieti.

veduta dall'alto della distruzione causata dal sisma



Le più forti scosse successive alla principale sono state registrate finora nella zona di Norcia (Perugia): la prima con una magnitudo di 5.4 avvenuta alle 4:33, preceduta appena un minuto prima, alle 4:32, da una scossa di magnitudo 5.1.


Ahimè il numero delle vittime è destinato a crescere man mano che si procederà negli scavi. Al momento in cui scriviamo sono circa 70. Speriamo si fermino qui. 

per essere aggiornati il link al sito dell'ANSA

ancora una tragica immagine di quel che resta di Amatrice





S.Emidio Vescovo e Martire, protettore dai Terremoti

Veneratissimo Sant'Emidio 
per quei miracoli con i quali, appena battezzato, 
esaltasti la fede in Trèviri, in Milano e a Roma, 
liberaci dal tremendo flagello dei terremoti !
Gloria al Padre...
Sant'Emidio prega per noi !

Gloriosissimo Sant'Emidio, 
per quei miracoli con i quali, appena ordinato vescovo, 
propagasti la Fede negli Abruzzi e nelle Marche, 
liberaci dall'orrendo flagello della peste !
Gloria al Padre... 
Sant'Emidio prega per noi !

Potentissimo Sant'Emidio, nostro particolare protettore, 
umilmente ti invochiamo. 
Noi ringraziamo la SS. Trinità 
che ha reso tanto glorioso in terra il tuo nome 
e tanto efficace in Cielo la tua intercessione.
Ricordati che, quando ti troncarono dal busto il capo, 
tu lo portasti in mano fino all'oratorio del monte. 
Per tutti i tuoi trionfi ricevi tutti noi sotto il tuo patrocinio 
e liberaci dai flagelli meritati con i nostri peccati 
e specialmente dalla peste, dalla carestia e dai terremoti.
Ottienici pure una breve e tranquilla agonia; e dacci la tua fede, 
la tua carità nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre...
Sant'Emidio prega per noi !


Protettore contro i terremoti

da SENM (2015). Sito Internet dell’associazione culturale «Sant’Emidio nel mondo» (aggiornamento novembre 2015).
Nel 1703 terribili terremoti colpirono l’Italia centrale: tra gennaio e febbraio una successione di fortissime scosse portò la devastazione in tutto il vasto territorio compreso tra Norcia, Amatrice e L’Aquila. I maggiori tra questi eventi sismici, verificatisi il 14 gennaio e il 2 febbraio, furono risentiti quasi dappertutto in Italia.
Quando la situazione fu tornata alla normalità, gli ascolani dovettero riconoscere che il loro santo patrono aveva svolto in modo egregio le sue mansioni di difensore della città e dei cittadini. Infatti in tutto quel trambusto gli edifici di Ascoli avevano subito danni piuttosto lievi. Inoltre diversi ascolani che (per ragioni personali o professionali) si trovavano nelle località più gravemente colpite o comunque in luoghi dove c’erano stati crolli di edifici, erano scampati – spesso fortunosamente – alla morte.



Come se non bastasse, c’era anche chi sosteneva che la protezione del patrono di Ascoli si fosse estesa anche a quei forestieri (leggi «cittadini di altre diocesi») che avevano cominciato a invocarne l’aiuto dopo aver notato come i loro conoscenti ascolani tendessero a cavarsela anche nelle situazioni sismicamente più pericolose.

Cominciò così pian piano a svilupparsi la consuetudine di invocare sant’Emidio come protettore contro il terremoto. Una devozione che – diversamente da quella che gli era tributata in qualità di patrono di Ascoli – non rimarrà racchiusa entro i confini della diocesi di Ascoli ma si diffonderà gradualmente in Italia e all’estero fino a raggiungere territori lontanissimi dalla città marchigiana.

Di pari passo con lo sviluppo del nuovo tipo di devozione, a partire dalla prima metà del Settecento, si affermerà anche un nuovo modo di raffigurare sant’Emidio nell’arte.